L’AYURVEDA COME NUTRIMENTO COSTANTE DEL NOSTRO ESSERE: L’ARTE DEL BUON VIVERE CHE L’INDIA REGALA AL RESTO DEL MONDO.

L’ayurveda è saggezza, scienza, arte, filosofia, vita. Il termine “Ayurveda” deriva da veda, cioè “conoscenza” e da ayu, cioè “vita”, quindi “conoscenza della vita” o meglio ancora “arte del buon vivere”. Non si tratta solo di scienza medica, in realtà è un sistema di vita, un costante nutrimento del nostro essere, un grande dono che l’India ha voluto regalare al resto del mondo.

Il cibo che scegliamo per noi stessi è nutrimento dell’anima, diventa parte di noi. Qualunque cosa noi assimiliamo ha un effetto sulla salute del nostro organismo. Se mangiamo sano, avremo un corpo e una mente sani.

“Noi siamo ciò che mangiamo”

La tradizione ayurvedica indiana ci insegna che “Noi siamo ciò che mangiamo“. Esiste un’errata convinzione, legata al fatto che la cucina ayurvedica preveda solo cibi indiani. In realtà la cucina ayurvedica sottolinea le differenze dell’ecosistema, da cui derivano i cibi, che si individuano da un luogo all’altro del pianeta e ci insegna a comprendere la natura, con i suoi stessi occhi.

In ayurveda il cibo è sacro e assunto con calma e gioia, spesso nella tradizione indiana anche con una preghiera.

La nostra dieta alimentare, interagisce con le nostre emozioni e può spingerci verso problematiche sia psichiche che fisiche, può quindi essere la causa dei nostri mali, ma anche del nostro benessere.

Se ci impegniamo concretamente a rendere il cibo capace di stimolare i nostri processi mentali, arricchendo la nostra propensione spirituale, allora esso sarà in grado di pacificare la nostra mente, anzichè appensantirla e disturbarla.

Nell’alimentazione ayurvedica è fondamentale il processo di trasformazione dei cibi, che deve seguire un metodo alchemico molto antico, che fonda le sue radici sulla saggezza umana e sulla combinazione bilanciata di cinque elementi: spazio, aria, fuoco, acqua e terra.

Un altro fondamentale principio è la purificazione del cibo, dalle proprietà dannose, attraverso l’utilizzo di elementi, ad esempio spezie, che in Ayurveda assumono il ruolo di “antidoti”, responsabili di trasformare i cibi in compatibili, favorevoli e digeribili.

AYURVEDA: LA SCIENZA DELLA VITA

Il sistema medico tradizionale indiano è fondato sui cinque elementi che compongono il corpo umano e sui tre umori, vata, pitta e kapha.

Dall’equilibrio di essi risulta lo stato di salute nell’individuo.

La classificazione dell’individuo per il raggiungimento dell’equilibrio della costituzione.

Ultimo tassello importante per capire l’Ayurveda è la classificazione dell’individuo in  tre tipologie: Vata, Pita, Kapa, ossia nella teoria Tridosha, le tre energie che governano il corpo.

Vata è il principio che governa il movimento e ha predominanza degli elementi Spazio e Aria. Esso governa il sistema nervoso, circolatorio, respiratorio ed escretorio.

Pita è il principio che governa il metabolismo e ha la predominanza degli elementi Fuoco e Acqua. Esso governa il sistema digestivo, endocrino ed il metabolismo.

Kapa è il principio che governa la coesione e crea la struttura del corpo con la predominanza degli elementi Acqua e Terra. Esso governa la struttura e il sistema immunitario.

Queste tre energie, i Dosha, variano in modo proporzionale in ogni individuo e ne determinano, in questo modo, la sua natura intrinseca. L’ideale sarebbe che queste tre forze fossero il più possibile in equilibrio tra loro, con una leggera predominanza di una delle tre che determina la formazione di una tipica struttura del corpo, del carattere e dei tessuti.

Ognuno di noi dovrebbe decodificare la propria natura, intendere il proprio dovere nella vita e lo scopo finale e l’alimentazione bilanciata quantitativamente e qualitativamente è uno strumento da utilizzare saggiamente per raggiungere tale scopo.

La nostra costituzione contiene tutte le informazioni (DNA) che determinano la personalità dell’individuo.

L’ayurveda ci spiega perchè siamo differenti, in base all’influenza dei Dosha che governano l’uomo e l’universo. Con il concetto ayurvedico di Prakruti, Pra “origine” e kruti “azione”, ossia flusso e movimento, si intende la costituzione individuale, che ha un ruolo molto importante in quanto influisce su salute, malattia, pensieri. Prakruti è lo stato di equilibrio dei Dosha. La scelta e la trasformazione corretta dei cibi, non basta più per definirci in un regime alimentare corretto.

Che cosa sbagliamo nell’alimentarci oggi giorno, oltre la scelta e la trasformazione dei cibi? Nella corsa alle peculiarità e caratteristiche dei cibi, non prendiamo in giusta considerazione la persona nella sua globalità. Oggigiorno, non esaminiamo con giusta accuratezza, le motivazioni psicologiche che stanno alla base dei possibili squilibri nutrizionali. Di solito non si indaga a sufficienza sulle ragioni emozionali che portano un soggetto all’obesità o verso altre disfunzioni alimentari. Di solito si analizzano solo i problemi fisici  e organici , nella convinzione che basti prescrivere una buona dieta equilibrata, senza indagare sulle motivazioni emozionali.

Nell’esistenza tutto è cibo, uno nutre l’altro. Tutto è sorgente di cibo e dipende da esso. La terra fa germogliare il cibo, il sole lo scalda, il vento lo accarezza. E il cibo ci da vita.

La nostra salute e la nostra longevità, la nostra forza e la debolezza, la nostra felicità e soddisfazione, scaturiscono dal cibo.

L’ayurveda ci suggerisce ancora e di più, di ritornare alla terra e di assumere i cicli naturali di essa, per riequilibrare le nostre emozioni, le sensazioni e le percezioni dall’esterno al fine di metabolizzarle per il benessere del proprio io.