SPIRITUALITA’ ED INTROSPEZIONE: LE PIU’ GRANDI OPPORTUNITA’ DA COGLIERE PER ESSERE FELICI TROVANDO LA PROPRIA STRADA.

Ho provato ad essere diversa da ciò che sono, ad adattarmi alle situazioni della vita e del lavoro, per conseguire gli obiettivi ed i risultati prefissati. Non ero mai felice. Ho capito che devo semplicemente essere quello che sono, guardando dentro di me attraverso l’introspezione per captare la mia spiritualità : è la più grande opportunità che posso cogliere questa per essere felice, trovando la mia strada nella vita.

Che cosa sono io? Allora è questa la domanda da chiedersi e a cui rispondere con sincerità, dopo aver capito che occorre, prima di tutto, essere capaci di sentire cosa proviamo, cosa pensiamo, in modo da non essere vittime di atteggiamenti stereotipati che ci impediscano di avvicinarci progressivamente alla nostra volontà.

Volontà vuol dire anche cambiare, non per diventare “altro” ma per riavvicinarsi, progressivamente, a ciò che si è veramente, che va scoperto a poco a poco, con l’attenzione, con l’affetto che spetta a noi darci in prima persona. Non è mai un imporre, è un impegno costante nei confronti di se stessi, per diventare ciò che si è effettivamente.

Ci scordiamo sempre degli aspetti spirituali di noi stessi, a discapito di quelli materiali.

Le necessità spirituali non sono così facilmente riconoscibili come i bisogni fisici e materiali del nostro mondo. È più verosimile chiedere di ricevere qualcosa da mangiare, a fronte di una sensazione di fame, piuttosto che qualcosa da meditare a fronte del percepire una mancanza. Sono molti gli adulti che hanno paura di farsi le domande su chi sono e sul perché sono qui.

E sono ancora meno le persone che hanno la consapevolezza del quanto la vita può essere breve e di quanto conta davvero poter essere liberamente ciò che siamo, al fine del buon vivere.

Lasciarsi ispirare dalle sensazioni: corpo e spirito.

A volte riconosciamo cosa è meglio fare, attraverso un sogno o una percezione improvvisa e di solito riusciamo a prendere le migliori decisioni lasciandoci ispirare da queste sensazioni.

Questo accade, a mio avviso perchè siamo fatti di corpo e spirito e la nostra parte spirituale ci informa, avvisa, consiglia.

Spesso queste sensazioni che non comprendiamo, questi sogni un po’ premonitori che sembrano avvisarci di qualcosa, sono il mondo in cui questi due livelli comunicano.

La nostra mente fa da ponte alle due sponde: corpo e spirito. Essa elabora ogni impulso esterno e questo può essere uno stimolo fisico, facile da capire e vedere, o uno stimolo immateriale, molto più difficile da cogliere, ma anche più importante.

Se la nostra mente è affollata di presunzioni, di imposizioni e doveri che diventano chiodi fissi, di cose o persone di cui non possiamo fare a meno, di ansie, incertezze e paure quotidiane, difficilmente potremo entrare in contatto con la nostra parte spirituale.

Tutto il rumore che siamo abituati a trascinare sempre con noi è un immenso ostacolo al sentire chi siamo veramente.

E più rumore facciamo entrare nella nostra vita, meno troveremo la risposta che cerchiamo.

Il primo passo è eliminare questo rumore e tornare ad ascoltarci, ritornare sensibili ai messaggi che riceviamo continuamente, che ci indirizzano dritti verso il nostro vero “chi siamo”.

Da questo ascolto e da questa consapevolezza del nostro essere, tutta la nostra vita di ogni giorno ne nascerà trasformata.

Il viaggio più bello che possiamo compiere dentro noi stessi.

Nulla è ciò che sembra. Quello che ho capito personalmente è che la spiritualità non è legata ad alcuna religione. Che, anzi, è la pazienza della scienza che attraverso il processo di evoluzione culturale, vuole darci le giuste risposte, semplicemente portandoci nel viaggio più bello ed emozionante che possiamo compiere dentro noi stessi.

Introspezione è la parola chiave nel processo del capire chi siamo. L’origine della coscienza personale rappresenta una delle maggiori sfide al sapere umano, di sempre. Ma con le possibilità che oggigiorno abbiamo di indagare lo stato del cervello associato a diverse esperienze, come per esempio la psicoanalisi, si apre la prospettiva di non considerare più la mente una scatola chiusa dentro il cranio, ma come una particolare e forse unica, struttura della materia con stati che corrispondono al “soggettivo”.

Un attimo di introspezione vale a volte più di una vita d’esperienza.

E’ così che tutte le volte in cui io mi sono fermata a guardarmi dentro, ho cambiato la mia direzione. Il solo aver sentito di dovermi fermare, ha scaturito in me la sensazione del sentire che non stavo vivendo nel nome della mia felicità personale.

Bisogna conoscere se stessi. Anche se questo non servisse a trovare le grandi verità e gli interrogativi esistenziali, (da dove veniamo? dove andiamo?) servirebbe ad indirizzare la felicità per regolare la propria vita, e non c’è nulla di più giusto. Se stai percorrendo una strada felice, non hai voglia di fermarti, forse hai solo voglia di rallentare per goderti appieno ogni singolo attimo di vita.

Trova la tua strada nella vita.