LETTERA ALLE DONNE: SIATE MADRI nel momento in cui decidete che lo diventerete grazie all’uomo che amate.

Care Madri,

questa lettera è indirizzata anche a voi che fisicamente non siete ancora in maternità  e non avete bambini, ma desiderate averne; vi chiamo madri ugualmente perchè attraverso questa lettera, voglio spiegarvi come, in realtà, è proprio questo il momento in cui diventate madri.

Siete madri nel momento in cui decidete che nella vita volete procreare  o adottare un bambino, oppure averlo in affido e di compiere tutto ciò con l’uomo che state scegliendo, perchè credete nell’amore.

Cio’ che accade nel mondo, oggigiorno, lo testimonia senza ombra di dubbio: la violenza domestica maschile sulle donne,  (attraverso violenze psicologiche, fisiche, economiche, sessuali) e sempre di riflesso o diretta anche ai bambini, è l’esempio lampante, di quanto noi donne dobbiamo quanto meno provare a diventare madri, nel momento stesso in cui scegliamo l’uomo con cui procreare una creatura e formare la nostra famiglia.

 

Una coppia nasce da una intuizione buona di una persona sull’altra: l’innamoramento ci permette di “percepire” un mondo intero, fatto di particolarità che solo la persona di cui ci siamo innamorati possiede, irripetibili, rare, diverse da quelle di chiunque altro.

La cosa grave di oggi è che non abbiamo la sfera di cristallo per prevedere completamente come si evolverà la relazione con l’uomo che ci siamo scelte. Non sappiamo sempre che padre potrà essere, prima di vederlo in azione con un figlio. Le persone cambiano spesso, e magari l’uomo che credevamo essere il migliore del mondo, si rivela per ciò che mai immaginavamo.

L’unico modo che abbiamo per tentare di avere un minimo di conferme è quello di provare ad analizzarlo, ben oltre le particolarità che sono emerse, dal nostro innamoramento, come uomo, prima che come padre.

Non dobbiamo scordarci mai che, con questo uomo, noi intendiamo creare quel legame indissolubile che si chiama Figlio, che presuppone comunque un per sempre, sia che l’amore perduri o meno.

Occorre un atto di onestà, per non cadere nelle solite dinamiche dell’accontentarsi, nel compiere questa scelta che vuol dire soprattutto assumersi una responsabilità. Se dietro una decisione c’è la consapevolezza del chi siamo e cosa desideriamo davvero, lo scegliere non sarà mai visto come una rinuncia a qualcosa, anzi sarà un atto di libertà e di maturità, volta a ricercare davvero quel qualcosa che ci completa, senza alcun tipo di costrizione o adattamento.

“Quando essere innamorate significa soffrire, stiamo amando troppo. Amare troppo è calpestare, annullare se stesse per dedicarsi completamente a cambiare un uomo ‘sbagliato’ per noi che ci ossessiona, naturalmente senza riuscirci – scrive Robin Norwood – Amare in modo sano è imparare ad accettare e amare prima di tutto se stesse, per potere poi costruire un rapporto gratificante e sereno con un uomo ‘giusto’ per noi. Quando giustifichiamo i suoi malumori, il suo cattivo carattere, la sua indifferenza o li consideriamo conseguenze di una infanzia infelice e cerchiamo di diventare la sua terapista, stiamo amando troppo. Quando la relazione con lui mette a repentaglio il nostro benessere emotivo e forse anche la nostra salute e la nostra sicurezza, stiamo decisamente amando troppo. A dispetto di tutta la sofferenza e l’insoddisfazione che comporta, amare troppo è una esperienza tanto comune per molte donne che quasi siamo convinte che una relazione intima debba essere fatta così”.

Le parole della Norwood, in “Donne che amano troppo” libro scritto nel 1987, che a mio avviso dovrebbe essere introdotto forzatamente nelle scuole, sobbalzano a distanza di trent’anni come attualissime e sottolineano ancora come sia urgente non smettere di considerare che la violenza contro le donne va prima di tutto riconosciuta come tale.

Se alcuni uomini di oggi non sono in grado di percepire la differenza tra ardore e sopruso, tra passione e prevaricazione e tra amore e morte e alcune donne non sentono di anticipare l’idea dell’essere madri, salvaguardando la futura felicità non solo dei figli che avranno, ma prima di tutto di se stesse, evitando uomini che lanciano campanelli d’allarme negativi, questa è la prima vera emergenza da affrontare subito.

Siate Madri, perchè potete esserlo, molto prematuramente. La donna ha un potenziale incredibile, dentro se stessa. Siate Madri prima di tutto verso voi stesse e di voi stesse.

Se prendete atto dell’esistenza di comportamenti che si “travestono d’amore”, da madri potete distinguerli e attuarli con le dovute precauzioni. La ricerca di attenzioni e di affetto, che costantemente noi donne sentiamo, immerse in una società che promuove modelli relazionali caratterizzati dalle diverse forme di violenza, porta a non saper più individuare cosa sia veramente l’amore.

Le avvisaglie negative principali sono tutte le forme di prevaricazione, mancanza di rispetto e abuso che l’uomo manifesta su di voi anche nella quotidianità, con l’eccessivo controllo su voi stesse, mettendo in discussione le vostre capacità con offese e disappunto e facendovi sentire in colpa di tutto ciò che accade e che per lui non va bene. Questi sono atti con cui il partner manifesta la sua idea di superiorità verso la figura femminile, mancandole di rispetto. Dimostra in questo modo non amore, ma possesso. Però il possesso è lecito solo verso un oggetto, ricordatelo questo.

Il 25 Novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne,  ma dobbiamo avere nella mente, questa drammatica realtà, quotidianamente e dobbiamo usare tutti i mezzi in nostro possesso per allontanarla, il prima possibile, alle prime avvisaglie. Dobbiamo saperla sentire, prima che si avvicini e ci colpisca. Abbiamo la responsabilità umana di proteggerci e proteggere la nostra famiglia.

Un figlio vi lega per sempre a suo padre. Prima di avere un figlio è solo più semplice scappare dagli uomini  che vi fanno male, oltre al non amarvi. Per cui siate madri prima di diventarlo, scappate da possibili padri violenti. Fatelo per voi stesse e per le meraviglie a cui darete vita.

E se non ce l’avete fatta? SAPPIATE CHE NON AVETE NESSUNA COLPA.

E’ qui che serve la forza più grande di tutte, il coraggio più intenso per poter credere che non è colpa vostra MAI e andare avanti: denunciate e riprendetevi la vostra vita.

SIATE MADRI PERCHE’ NON E’ COLPA VOSTRA A PRESCINDERE.

Voi avete scelto solo di dare amore, come una  madre dona naturalmente.

Questa è la vostra natura di Madri e non può essere una colpa mai. Continuate semplicemente ad essere Madri.

Siate Madri!